Mi riprendo

Scrivere un blog e tenerlo aggiornato è un lavoro a tempo pieno e le mie energie in questo periodo ultimo anno sono state assai scarne. Così ho preso una decisione scriverò quando ne avrò voglia e questo può avere un tempo indefinito, spesso o raramente!/p>

In realtà mi sono accorta di voler lasciare una traccia a mia figlia del percorso intrapreso quando ho deciso di accogliere una nuova vita, la mia piccola Giulia esserino di tre anni e mezzo, coccolona, chiacchierona e birichina quanto basta… A fine agosto 2013 è successo che un giorno la ciucciatrice folle di nenna ha pronunciato le seguenti parole: “mamma il latte della nenna è finito, l’ho bevuto tutto” io fra un misto di stupore, sconcerto e un’improvvisa lacrima piena di amore nostalgico calata sul mio viso,le ho chiesto: “sei sicura?” e lei “sì”. Sono seguiti giorni di manine infilate nella maglietta e qualche annusamento per convincerla definitivamente che in quella zona del mio corpo la piccola non avrebbe trovato nulla di suo interesse. Ora il mio corpo si sta riprendendo dagli anni (3 e mezzo) di produzione lattifera, risultato: ho perso 4 kg e il mio seno non è affatto rovinato, anzi… Questo lungo periodo di allatamento non esente da sacrifici e da nottate in bianco che sembravano infinite mi ha insegnato che alla fine di un’esperienza come l’allattamento rimane sempre e solo un bellissimo ricordo, quello degli occhietti di uno strano esserino venuto da chissà dove a stravolgere la tua vita e a mettere in discussione le tue poche certezze, occhietti che crescono mentre si nutre al seno della propria mamma e diventano quelli di una bambino/a che ti guardano e ti fanno sempre più domande e che conosci sempre di più e che ami sempre di più, un’occasione unica e irripetibile che sono felice di essermi e averle dato. Mi piace pensare che la mia bambina abbia preso fino all’ultima goccia che le serviva per crescere bene e per potersi ricordare da grande cosa provava quando stava attaccata al mio seno.

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Tempi e storie diverse…

Oggi io e la mia piccola abbiamo fatto la visita di controllo dopo l’intervento di sette mesi fa e grazie a Dio e’ andato tutto bene, il 6 ottobre 2011 era il giorno in cui inizio’ quella  brutta avventura oggi invece esattamente 7 mesi dopo e’stata un’altra storia e un altro tempo si e’aperto. Mi auguro che questo possa essere un tempo nuovo dove poter vedere crescere la mia piccolina serena e poter avere la forza per disegnare un futuro buono per la mia famiglia e per questo paese. Da questa esperienza ho compreso che esistono tempi e storie diverse e non bisogna mai sovrapporre i tempi e le storie di ogni giorno che sono sempre diverse nel male e nel bene…

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Mamma tata’

La parola d’ordine di mia figlia in questo periodo e’ sempre la stessa: “mamma tata’!” che tradotto sarebbe: “mamma cartoni animati!”
E dire che i primi tempi dalla nascita di Giulia ero convinta che: non avrei fatto vedere i cartoni animati a mia figlia prima dei 3/4 anni, dato gelatine gommose alla frutta e accontentato capricci assurdi e invece ho dovuto soccombere a questo e molto altro.

La stanchezza accumulata da mesi mi ha fatto spesso dimenticare le mie mille regole e quindi vai di cartoni quando devo preparare il pranzo o sbrigare faccende domestiche e qualche volta anche mentre mangia (sob!) in barba a tutti i buoni propositi pre nascita.

Il fatto e’ che e’ davvero difficile seguire giorno dopo giorno le “buone e giuste regole” che tate & company ci inculcano in modo più o meno indiretto da quando abbiamo deciso di provare a far le mamme; si’ perché nel preciso istante in cui inizi a pianificare la messa al modo di un bimbo, inizi ad assorbire tutte le notizie e informazioni che girano intorno all’argomento. Non importa che queste siano più o meno fondate o accreditate, noi mamme spesso non abbiamo filtri che ci consentano di discernere immediatamente con un po’ di buon senso la via corretta o quanto meno quella che ci fa stare meglio.
Così il risultato sarà quasi sempre che ci sentiamo delle cattive e inadeguate madri anche se abbiamo fatto bere un succo di frutta in più a nostro figlio, oppure, orrore, abbiamo comprato l’ennesimo giochino per farlo stare buono 5 secondi mentre stiamo facendo i salti mortali per finire la spesa al supermercato o, infine, abbiamo perso la pazienza e alzato la voce.

E’ vero quasi tutti gli errori che facciamo potrebbero essere evitati, ma la domanda che mi faccio e vi faccio e’ “siamo sicuri che sia un bene per i nostri figli e per noi stessi credere che nelle vita sia davvero possibile evitare di essere incoerenti?” io purtroppo credo che la risposta sia solo una, anche se non e’ piacevole ammetterlo, ed è no, non e’ possibile, perché crescere un figlio è un compito difficilissimo.

Io ho la fortuna di poter trascorrere molto tempo con mia figlia e insieme facciamo tante cose, facciamo disegni, leggiamo e ci conosciamo parlando e ascoltandoci molto e cerco in questo modo di rimediare alle mie incoerenze. Costruire un rapporto equilibrato quando si ha poco tempo a disposizione, a mio parere, e’ ancora più’ difficile, quindi extra bonus per le mamme che sono fuori casa tutto il giorno, ma se per la maggior parte del tempo siamo stati “dei genitori passabili” (come disse il famoso psicologo Bruno Bettelheim) e non perfetti e irreali, credo che abbiamo assolto il nostro compito.

Quindi care mamme sdoganiamo (solo ogni tanto!) cartoni animati fuori orario o altri intrattenimenti salva nervi scossi di madri in bilico e non angustiamoci con sensi di colpa enormi che le nostre nonne o madri neanche avevano modo di immaginare.
Guardiamo ai capricci dei nostri figli e alle nostre contraddizioni con un sorriso mentre finalmente riusciamo a leggere tre pagine del nostro libro dimenticato sul comodino e nostro figlio sta guardando l’ennesimo cartone animato che, vi assicuro, non lederà le sue capacità cognitive e non lo farà diventare un adolescente inquieto.

L’unica cosa che può davvero far male a vostro figlio e’ la mancanza di amore per cui ricordatevi di dimostrarlo, con atti e parole ogni giorno, perche’ solo l’amore può rendere perfetto ciò che non lo e’…

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Ferite

Agosto era trascorso caldo ma sereno. Le solite zanzare che ci tormentavano, quest’anno meno del solito, dopo aver dotato la nostra piccola ma confortevole casa di zanzariere…poi settembre e’ scivolato via con ancora calde giornate e tanti pomeriggi al parco, e nei weekend a zonzo con mamma e papà. Poi e’arrivato l’autunno e questa volta faceva sul serio. Un giorno dei primi giorni di ottobre mia figlia inizia a stare poco bene, sembra una banale colite, poi febbre uno strano acetone e dopo 6 giorni pronto soccorso, inizialmente non sembra nulla di cui preoccuparsi, invece quel mercoledì sera ci dicono che dovrà essere operata per un teratoma ovarico (un tumore benigno all’ovaio destro) pensavo di impazzire ero sotto shock e ancora adesso mi sembra un incubo da cui ancora non riesco a svegliarmi, mi sembra di aver perso l’innocenza e la leggerezza. Le paturnie della neo mamma, quelle che ti fanno preoccupare per il rigurgito, per i risvegli notturni o andare in visibilio per una nuova marca di pannolini eco sostenibili, sono solo un ricordo.
Mia figlia non ha neanche due anni come era possibile? Risposta: e’ raro ma capita. Discorsi vaghi, della serie “puo’ essere tutto o niente” i medici sanno essere piu’ vaghi di certi politici, poi il mercoledì successivo la operano, asportano l’ovaio e visto che ci sono pure l’appendice, non si sa mai e a me va bene così, non vedo solo l’ora che finisca…
Mia figlia ora ha una ferita sulla pancia come quella di un cesareo, e io a distanza di quasi 15 giorni continuo ad avere una ferita nel cuore che deve ancora rimarginarsi. Non so quanto tempo passera’ prima che io possa ritrovare un po’ di serenità e di sicurezza, la paura del dolore e di quello che poteva accadere a mia figlia e’ diventata terribilmente concreta, le mamme che ho incontrato in ospedale con i loro bimbi, con patologie ben più gravi di quella accorsa a mia figlia, sono un ricordo indelebile e dolorosissimo che mai dimenticherò. 
Ferita che dovrò un giorno spiegare a mia figlia con parole giuste e appropriate, ferite di tante mamme che portano il loro fardello con dignità e una forza inspiegabile. Ferite che la vita ci provoca all’improvviso e che devono insegnarci davvero a vivere la vita intensamente, senza lamentarci per le sciocchezze e a non perdere tempo in cose futili.
Il giorno in cui hanno operato mia figlia sono riuscita solo a pregare, non sono una cattolica praticante e quasi mi sentivo in colpa a pregare e a chiedere che tutto andasse bene, ma io so di essere stata ascoltata e accudita in quelle due interminabili ore. Questa prova so che mi renderà più forte e il dolore, anche se fa male, e’ un’occasione che ci viene data per evolverci (spetta a noi saperla sfruttare) per lasciare al passato qualcosa di noi che non serve più e diventare quello che ci serve per dare il meglio di noi come esseri umani, donne e mamme… 
Ora il mio pensiero va a Martina, la bimba di una mamma splendida che ho incontrato in ospedale, che possa guarire presto e tornare a casa dalla sua sorellina.

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Dell’importanza di parlare e ascoltare i propri figli

Non so ma da quando sono diventata mamma mi accorgo sempre di piu’ di quanto sia importante cercare di essere sempre disponibili e sorridenti con il prossimo e ancora di piu’ con i nostri figli. Perche’ dico questo? perche’ ultimamente mi rendo conto di come i bambini sono spesso maltrattati o trattati con indifferenza dai propri genitori. Mi e’ capitato di vedere mamme trattare i propri figli come dei pacchetti pesanti o degli esseri fastidiosi da zittire. Una scena che ho trovato davvero insopportabile e’ stata quella di una mamma che fumava davanti al suo piccolo di 2 mesi e contemporaneamente urlava alla figlia più grande che era una stupida, solo perché le era scivolato il braccialetto sotto una macchina, oppure bambini che stanno sempre con i nonni, anche nei weekend, perché i genitori devono vivere da eterni fidanzati e continuare a godersi la vita, be’ allora perché fare un figlio? A questo punto e’ necessario dire che io comprendo benissimo lo sforzo e l’energia che richiede il mestiere del genitore e quanto sia difficile non fare (troppi) errori, essere davvero sempre disponibili e sorridenti e non sentirsi in colpa almeno due volte al giorno per qualcosa che avremmo voluto fare diversamente o non aver fatto per niente. Non credo sbagliare pero’ se penso che un figlio cambia la nostra vita fuori, ma sopratutto dentro di noi; deve essere un’occasione per migliorarci e non per peggiorarci, spesso pero’ mi capita di vedere scene di intolleranza non giustificata e non proporzionata a quello che un bambino puo’ “combinare”.

Io dalla mia esperienza ho capito quanto sia importante parlare con i bambini da subito, anche quando ti sembra impossibile che loro possano capire, in realta’ il tono della voce e pian piano il linguaggio diventeranno lo strumento di cui il bambino ha bisogno per imparare cosa e’giusto e cosa non lo e’. Spendere più tempo possibile con loro è il miglior modo per conoscerli e per conoscerci. Il no deve essere sempre giustificato da una spiegazione (anche non perfettamente corretta, coerente o plausibile) l’importante e’ che voi siate sinceri e sappiate anche far vedere le vostre debolezze per non apparire agli occhi di vostro figlio come un essere che non cambia mai espressione del viso quando e’ arrabbiato. Per quanto mi riguarda si può ridere, piangere e a volte anche perdere la pazienza, l’importante e’ spiegare cosa visuccede e perché’. Imparare ad esprimere la proprie emozioni e non aver paura di apparire “deboli” solo cosi’ vostro figlio potra’ avere rispetto, non parlo di quel tipo di rispetto che include timore e freddezza nella relazione genitoriale, ma di quel rispetto che si basa sulla stima e sulla sensazione di poter contare su qualcuno che prima di tutto ci ama e ce lo dimostra con parole, azioni e sorrisi (tanti).

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Allattare oltre il “limite”

Premessa: Allatto mia figlia ormai da quasi 18 mesi a richiesta, a chiamata, a cottimo, in nero e a comando, naturalmente è un lavoro a tempo pieno e precario, ma ben ripagato dai suoi sorrisi!

Certo sarebbe andato tutto meglio se durante il corso d’allattamento prima del parto o su qualche libro per gestanti qualche anima pia avesse scritto una semplice frase tipo: “- ogni bambino è diverso e quindi non esistono regole che vadano bene in generale -“ insomma sarebbe stato più facile se non mi fossi illusa che ad un anno il bimbo avrebbe fatto solo due poppate, una al mattino e una alla sera, anche perché credo di aver scoperto che quei bambini prendono quasi sempre altro latte o di mucca o di proseguimento. E’ probabile che io non mi sia impegnata abbastanza nel proporre biberon, ma tutto sommato credo di aver fatto la scelta giusta. La cosa davvero difficile non è tanto sostenere 18 mesi di risvegli notturni, cosa peraltro diffusa anche fra i bimbi non allattati, ma “combattere” contro chi ti guarda come se fossi una tipa strana ; una via di mezzo fra una fanatica hippie o una mamma chioccia che non vuol fare diventare “grande” il suo bambino perché allatta ancora. Sguardi severi, a volte indignati, che provengono persino da altre mamme che hanno allattato, ma solo fino a 12 mesi max perché poi “il latte diventa acqua”, sembra strano ma devono esserci un sacco di mamme esperte di chimica o dotate di poteri a me sconosciuti che riescono a stabilire quando il loro latte diventa acqua!

In questo periodo poi mi trovo al mare in Liguria ed davvero difficile trovare luoghi in cui sentirsi a proprio agio se mia figlia vuol fare un ciucciatina…

Per me l’unica cosa certa è che l’allattamento al seno prolungato per molti è un tabù o comunque una questione ancora aperta, perché mentre si è fatto molto per promuovere l’allattamento esclusivo nei primi mesi di vita poco si è fatto, a mio parere, per far capire alle mamme che, se lo desiderano, possono allattare il proprio bimbo anche oltre i 6 mesi o il primo anno, ma esistono una serie di impedimenti legati alla scarsa informazione e alla errata convinzione che davvero dopo l’anno il proprio latte non è più nutriente, convinzione sulla quale le industrie che producono alimenti per l’infanzia puntano e sulla quale guadagnano ampie fette di mercato perché, si sa, i bambini crescono e allora ecco spuntare mille tipologie di latte…

Voglio anche dire che allattare può essere molto faticoso e impegnativo, ci sono momenti in cui, di fronte all’ennesimo risveglio, avrei voluto che mi figlia bevesse anche la gazzosa piuttosto di continuare a dormire, e ribadisco che ogni mamma deve sentirsi serena e ed essere sostenuta qualunque siano le sue scelte, sia quella di allattare al seno sia artificialmente. Però dovrebbe avere informazione e sostegno sui pro e contro che ogni scelta implica, in modo da affrontare in modo consapevole un percorso piuttosto che è un altro.

Un paio di cose però l’ho imparate da quando allatto: non bisogna badare mai a chi ci guarda con fastidio mentre allattiamo, anzi se ci guardano sorridiamo e mostriamoci fiere; non ascoltiamo i consigli sull’allattamento di amiche (senza figli) o tantomeno conoscenti (signore che la sanno lunga o vecchie zie ancora “single”), seguendo il proprio istinto non si sbaglia mai (ma qualche esperta di allattamento aiuta moltissimo, soprattutto i primi mesi!); non è vero che il latte diventa acqua al limite diventa latte al gusto di panino al prosciutto, pizza, fragole o patatine dipende di cosa andiamo ghiotte!; infine, allattare non rovina il seno almeno finché allattate!

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mamma 2.0 o quasi…

E’ un po’ che non scrivo sul mio blog di mamma 2.0, eh sì fare la mamma è leggermente impegnativo… ma grazie alle grandi invenzioni del secolo scorso e nuovo millennio la vita per noi mamme è molto più semplice delle mamme del: prima acqua corrente in casa; bagno in casa; telefono; lavatrice; lavastoglie; elettrodomestici tuttofare e non ultimo internet! Ah dimenticavo pannolini super assorbenti, della serie mai più senza. Mia mamma che non ha avuto, per i suoi primi tre figli, accesso a questa comodità, mi chiede sconcertata come sia possibile che non cambio il pannolino a Giulia durante la notte e io quasi spazientita: – ma mamma i pannolini di oggi durano 12 ore di asciutto e pulito!! tipo spot con faccia riposata e sorridente di mamma felice, in verità niente di più lontano dalla mia faccia stanca e non sempre gaia e sorridente!

Tornando alle magnifiche comodità di oggi tipo la lavatrice, ma come facevano le nostre nonne a lavare tutto a mano? certo avevano meno vestiti, non lavoravano se non in casa e sicuramente erano più temprate di noi, mentre le più fortunate possedevano personale di servizio che badava a queste incombenze, inizio a capire il disperato bisogno di aiuti domestici elettronici per le donne degli anni 60 che iniziavano a lavorare fuori casa e volevano raggiungere l’agognata”parità”, anche se non capisco ancora se parità significhi voler per forza assomigliare agli uomini o voler assomigliare più a un modello di donna perfetta e irraggiungibile, non sarebbe meglio se ci accontentassimo di essere noi stesse? oggi il solo ammettere di voler occuparsi a tempo pieno della propria famiglia e di prepare torte fatte in casa (per quelle fortunate che economicamente potrebbero permetterselo) è una colpa o qualcosa per cui provare vergogna.

Il fatto è che non siamo tutte uguali e ogni donna avrebbe il diritto di scegliere il meglio per se stessa, aldilà di modelli imposti e convenzioni sociali prestabilite. In ogni caso tornando alle comodità che sicuramente aiutano, ma complicano anche la vita annovererei internet, cioè internet è un’invenzione pazzesca e io personalmente adoro poter navigare e scoprire un sacco di cose nuove e interessanti, però internet se usato male tipo per fare diagnosi fai da te difronte ad un disturbo di salute o fare shopping on-line con la scusa di offerte imperdibili può avere risvolti assai pericolosi per il proprio benessere fisico e mentale.

Io, ad esempio, sono arrivata ad essere iscritta a ben 3 siti di vendite on-line, e pian piano stavo entrando in una spirale molto pericolosa per il mio portafoglio, poi grazie a Dio ho recuparato il senno e l’unico vero acquisto indispensabile della settimana l’ho fatto comprando il passa verdura, oggetto analogico ma davvero indispensabile per eliminare le odiose pellicine dai legumi, molto poco 2.0 ma molto vintage chic metropolitano!

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