Non tutti i giorni sono uguali

Chissà perché prima di avere un bimbo l’idea che ci si fa del bimbo immaginario è quella di un bambino che seguirà dei ritmi più o meno sempre uguali, del resto sui manuali la descrizione, ad esempio, delle poppate è sempre una cosa del genere: “il vostro bambino nei primi mesi farà una decina di poppate, per poi passare gradualmente a 6 e arrivare a 2 intorno all’anno di età” ah ah ah che ridere! si capisce subito che è un esempio di bambino alieno probabilmente figlio del pediatra che ha scritto il manuale, però vi assicuro che poi una mamma ci rimane davvero male quando scopre che in realtà (eh sì c’è sempre di mezzo la dura realtà!) il bambino, anzi il proprio bambino, è tanto diverso da qualsiasi altro o da quell’ adorabile bambino biondo che mangia, dorme e sorridete sempre, figlio di quella meravigliosa mamma tornata in forma subito dopo il parto, magrissima e bellissima e che per di più trova anche il tempo per frequentare un corso di pilates (scopriremo solo mesi dopo che la giovane donna da copertina ha a sua disposizione 2 tate e una colf). Intanto noi siamo alle prese con il nostro pargolo/a e non tutti i giorni sono uguali alcuni giorni (rari) si comporta (quasi) come il bambino da manuale, altri giorni no.

Negli altri giorni fa ben più di 2 poppate anche se ha 13 mesi, non mangia la pappa e neanche il mandarino, che fino al giorno prima adorava, ma neanche un pezzetto microscopico di mela e piange se vede un signore con la barba, ma sorride se vede un signorona con la barba! piange disperato se lo mettete nel passeggino per uscire, anche se il giorno prima era tutto esaltato appena vi vedeva con il cappotto.

Ok i bimbi sono strani però certi giorni tutte le tue certezze vengono disintegrate in un nano secondo (se è bimba, in una nana secondo!) e non ti resta che sperare che domani sia un altro giorno… e lui o lei torneranno magicamente ad essere bimbetti adorabili che batteranno le manine ad ogni vostro cenno, faranno ciao con la manina, manderanno bacini volanti e sbricioleranno grissini che finiranno fra le pieghe dei cuscini del divano, e voi con un sorriso non molto convincente penserete: che adorabile il mio “Ttesssorrrooo!”

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