Manuali

Con un certa preoccupazione oggi ho notato che sul mio comodino ci sono ben tre libri/manuali scritti da esperti su come crescere i figli, ma la cosa ancora più preoccupante è che continuo a comprarne…

Nello specifico sono: “Fate i bravi 0-3 anni” di Tata Lucia, un classico degli anni duemila e molto di moda; “Il bambino è competente” di Jesper Juul, un serissimo saggio di un terapeuta danese; “Un genitore quasi perfetto” di Bruno Bettelheimun un classico della pedagogia (così dice la prefazione). Quest’ultimo regalatomi per San Valentino, per la serie romanticismo adieu!

Ho iniziato a leggerli in vari momenti, ma sempre troppo tardi perché naturalmente ho scoperto di aver fatto già una serie di errori “irreparabili” tipo non prendere in braccio la neonata quando strillava e io ero stremata (sarà successo un paio di volte, ma il senso di colpa mi fa ricordare solo quei pochi episodi) o iniziare lo svezzamento troppo in anticipo e molti altri ancora.

Il problema è che in ogni libro troverete consigli discordanti, o addirittura opposti, su come allevare i figli, i quali nonostante i nostri sforzi supremi a 15 anni, o giù di lì, ci diranno ugualmente che non capiamo un bip!

Sono sicura che tutti questi “esperti” siano in buona fede, però per ora l’unico che mi ha davvero convinto è il punto di vista del vecchio Signor Bettelheim il quale afferma che: “In realtà quasi sempre si chiede consiglio nella speranza che esso confermi le idee che già avevamo” e nell’introduzione al capitolo  “I consigli dello specialista o l’esperienza interiore?”afferma una serie di verità, secondo me, fondamentali: “Quando gli sforzi dei genitori non riescono a produrre esattamente i risultati previsti […] ne deducono allora che ci deve essere qualcosa che non va nelle loro “tecniche” educative […] E’ questo tipo di mentalità che induce i genitori a ricorrere ai manuali per imparare “come fare”a fare i genitori, quando il problema vero non è “fare”ma essere dei bravi genitori. Con questo non si intende dire che un genitore non debba preoccuparsi di fare del suo meglio con i figli, o che bisogna lasciare tutto al caso. Ma bisogna liberarsi dall’idea che esistano dei metodi infallibili che, se applicati correttamente, produrranno automaticamente risultati determinati e prevedibili. Qualunque cosa facciamo con e per i nostri figli dovrebbe scaturire dalla nostra comprensione, anche emotiva, delle singole situazioni e del particolare rapporto che vorremmo avere con i nostri figli”.

Detto ciò mi sembra che possiamo autoassolverci dai tanti errori che commettiamo e commetteremo, anche senza rendercene conto, resta comunque molto utile leggere il più possibile e lasciare i libri in bella vista nella libreria, perché almeno, al momento opportuno, potremmo dire ai nostri figli che abbiamo fatto davvero tutto il possibile per essere dei bravi genitori! e a quel punto avremo bisogno di molte “prove”!!

p.s. Per onestà devo ammettere che ho anche letto le prime 10 pagine di “Fate la nanna”, ma poi la realtà ha superato la fantasia e ho lasciato perdere! e attende lettura anche un altro libro: “Hai finito di tirarmi scemo?” di N. Latta (non so perché ma il titolo mi ispirava!) ma dovrò rimandare la lettura almeno di qualche anno, perché temo di essermi portata un pò troppo avanti con il lavoro!

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