Mamme consapevoli?

Riflettevo sul fatto che ultimamente è tutto un fiorir di blog e libri sull’esperienza materna (compreso il mio!) e circa le motivazioni di tale fenomeno credo si possano dare alcune risposte.

Prima di tutto penso che purtroppo l’esperienza di diventare e essere madri non è più un fatto così scontato e frequente per una donna, nel senso che si fanno sempre meno figli e sempre più tardi. Quindi non esistendo una rete familiare a cui riferirsi in termini di know how dell’esperienza materna, la condivisione e la voglia di confrontarsi viene assunta dai mezzi di comunicazione tipici del nostro tempo…

Ne deduco anche che quella che era una situazione normale per le donne di cinquant’anni fa, oggi è una faccenda tutt’altro che semplice da affrontare per le mutate condizioni socio economiche che riguardano in mondo femminile. Donne che si ritrovano dal mondo del lavoro, che per seguire in proprio orologio biologico, e forse alcune convezioni, ad una condizione che richiede una serie innumervole di sacrifici e di forza fisica e mentale non indifferente.

Ma chi pensa che fare figli è una cosa naturale forse si riferisce a ciò che avveniva in un mondo che non c’è più, perché nel mondo di oggi una donna deve essere una donna disposta a fare sacrifici pesanti: essere operativa a due giorni dal parto, non perdere “troppo” tempo a crescere il figlio e parcheggiarlo il prima possibile dai nonni o al nido… ma allora mi chiedo quanto oggi si diventa davvero madri consapevoli? partendo dal pressupposto che nessuna donna è davvero preparata per un cambiamenento così radicale della propria esistenza (neache la futura mamma più convinta sa a cosa andrà in contro!) mi chiedo perché la società abbia delegato a tutti fuorché alla mamma (che forse ne avrebbe diritto!!) la cura del proprio bambino e la comprensione e il sostegno che questo ruolo importante ed essenziale richiede. Le neo mamme spesso si ritrovano sole senza sostegno e ancora più spesso rinunciano ad allattare il proprio bambino perché le vengono offerte mille tipi di latti artificiale e altrettanti biberon; a vederlo crescere perché il mondo del lavoro non può aspettare l’inserimento alla scuola materna; a non sentirsi in grado di capire proprio figlio da uno sguardo cercando consigli su libri in cui si dice di far piangere il bambino fino allo sfinimento.

Se noi donne fossimo davvero consapevoli di cosa vuol dire diventare madre e di quale importane compito siamo chiamate a svolger e se imparassimo a fidarci del nostro istinto senza seguire metodi assurdi magari forniti da esperti che non hanno mai avuto figli! forse saremmo più felici e renderemmo le persone che vivono nel mondo più felici, compresi i nostri figli!

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